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OASI WWF TORBIERE DI ALBATE BASSONE

testo di Mattia Brambilla / foto di Paolo Casali

 

L’oasi WWF Torbiere di Albate – Bassone (oasi di protezione e Sito di Interesse Comunitario) occupa una conca tra cordoni morenici risalenti all’ultima glaciazione, all’interno della quale si trovano una zona umida, prati a sfalcio e boschi di latifoglie. L’originario corpo idrico formatosi all’interno della conca per l’accumulo di acque di ruscellamento si è trasformato in torbiera; dalla fine dell’Ottocento sino alla seconda guerra mondiale, l’estrazione della torba (utilizzata come combustibile) ha dato origine a conche più o meno grandi che, una volta riempite dall’acqua, hanno dato vita agli attuali laghetti dell’oasi. Dal 1976, un’area di circa 90 ettari è stata affidata alla gestione del WWF.

 

Il cuore dell’oasi è costituito proprio dalla palude (circa 24 ha), con un vasto canneto in cui si aprono specchi d’acqua di varie dimensioni e tratti di bosco allagato, di grande pregio naturalistico. Sul lato sud della palude si trovano boschi di latifoglie, in alcuni punti piuttosto antichi e ben conservati; sul lato nord si estendono invece prati a foraggio, bordati da siepi e boschetti; tra essi e la palude, si trovano alcuni tratti residui di prateria umida (cariceto soprattutto).

 

 

bassone

 

Gli uccelli costituiscono indubbiamente la principale attrattiva dell’oasi e ne sono gli abitanti più caratteristici. All’interno dell’area protetta sono state censite 200 specie (a tutto giugno 2005), di cui 65 nidificanti accertate: grazie all’estrema diversità di ambienti che caratterizza il “Bassone”, nonostante le dimensioni molto ridotte dell’area sono molti gli uccelli che vi si riproducono. Nella zona umida troviamo svasso maggiore, tuffetto, tarabusino, nitticora, airone rosso (nidificante irregolare), airone cenerino, porciglione (presente con la più alta densità finora registrata in Italia!), forapaglie (non più presente negli ultimi anni), cannareccione, cannaiola, cannaiola verdognola (abbondante), migliarino di palude. Negli ambienti più asciutti nidificano invece falco pecchiaiolo, poiana, sparviere, gheppio, civetta, allocco, gruccione (irregolare), picchio verde, picchio rosso maggiore, picchio rosso minore, saltimpalo, picchio muratore, rampichino, averla piccola. Ma è durante le migrazioni che si possono fare gli incontri più interessanti… comune, soprattutto a maggio, è ad esempio il forapaglie macchiettato, abbodantissima la balia nera, talvolta affiancata dalla balia dal collare. Regolare il pettazurro, così come diverse specie di luì (grosso, bianco, verde; occasionale invece il luì piccolo della sottospecie tristis). Del tutto eccezionale invece la presenza di albanella pallida (marzo), grillaio (maggio), re di quaglie (settembre), calandro maggiore (aprile), sterpazzola di Sardegna (maggio), canapino pallido (osservato il 6 e 7 maggio 2002 e il 7 maggio 2005… praticamente nello stesso punto!), zigolo minore (novembre).

I momenti migliori sono costituiti dalle giornate senza pioggia che seguono periodi di precipitazioni intense e continue: ad esempio, il 6 maggio 2004 era un giorno di quelli… 12 specie di rapaci diurni e complessivamente 77 specie contattate in sole tre ore!

In generale, aprile e settembre sono i mesi in cui si può avvistare il maggior numero di specie (vedi Fig. 1), ma anche in marzo, maggio, agosto e ottobre non mancano ghiotte occasioni… durante l’inverno, l’averla maggiore è una presenza costante, così come l’albanella reale, mentre recentemente ha iniziato a farsi vedere persino la poiana codabianca!

 

Regolare è il pellegrino, che nidifica non lontano dall’oasi e la frequenta molto spesso alla ricerca di prede, così come fanno anche l’astore e il nibbio bruno.

 

Vediamo più in dettaglio quali ambienti e quali periodi siano più indicati per visitare l’oasi.

LAGO GRANDE.Si tratta dello specchio d’acqua più grande dell’oasi. Sulla sponda nord sorge un capanno accessibile a tutti (privo di barriere architettoniche), da cui è possibile osservare un buon numero di uccelli acquatici (praticamente quasi tutte le specie che frequentano l’oasi): consigliato per svassi, aironi, anatre, folaghe e gallinelle, nibbi bruni e falchi di palude. Ottimo anche per i bambini.

LAGO DELLE NINFEE. Detto anche “Lago Piccolo”, si trova nell’estremità orientale dell’oasi. Frequentato da nitticore, tarabusini, aironi rossi, porciglioni, martin pescatori.

BOSCO ALLAGATO. Frequentato da rallidi e picchi rossi (maggiore e minore). Serve molta pazienza per vedere qualcosa… ma se si sa attendere le soddisfazioni non mancano.

PRATI. Soprattutto nella porzione nord-ovest, ospitano sempre interessanti passeriformi migratori. Particolarmente interessanti le macchie di cespugli a cavallo tra i prati e la zona umida.

 

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GLI ALTRI ANIMALI


Nell’oasi sono presenti oltre venti specie di mammiferi, tra cui il tasso, la volpe, la lepre, il coniglio selvatico, il toporagno d’acqua, l’arvicola d’acqua, lo scoiattolo. gli anfibi contano 7 specie (non va dimenticata la rana di Lataste, specie endemica del Nord Italia), altrettanti sono i rettili (tra cui la rara testuggine palustre). Numerosi sono anche i pesci, presenti con specie diverse in tutti i laghetti (dove abbondano carpe, tinche e scardole) e in fontanili e torrenti (vaironi e cobiti). Praticamente innumerabili gli invertebrati presenti; tra di essi, il primo posto spetta forse al gambero di fiume, divenuto ormai molto raro in gran parte d’Italia a causa dell’inquinamento dei fiumi e dei torrenti in cui vive. Tantissime, e appartenenti a molte specie, le libellule e le damigelle, così come le farfalle.

 

COME RAGGIUNGERE IL BASSONE


Arrivando da MILANO: si può prendere l’autostrada A9, uscire a Fino Mornasco; all’uscita andare verso destra, superare il passaggio a livello; al semaforo a destra, al semaforo successivo a sinistra (direzione Como-Cantù); sempre dritto per circa 5 km fino a Cucciago: all’unico semaforo di Cucciago svoltare a sinistra; seguire per Como, oltrepassando Navedano, fino a giungere ad un rondò (il 4° da Cucciago… se non ne hanno fatti di nuovi); proseguire dritti (Como). I primi prati che appaiono sulla sinistra, dopo circa 1 km, sono già parte dell’oasi; svoltare a sinistra seguendo i cartelli dell’oasi, lungo via Frisia; allo stop in fondo a via Frisia, girare a sinistra; al rondò tenere la direzione dritto/sinistra… 300 m e siete arrivati.

In alternativa, anziché uscire a Fino M. si può proseguire fino all’uscita di Grandate e da qui raggiungere Piazza Camerlata a Como (vedi sotto).

Proveniendo da Milano, in alternativa all’autostrada si può percorrere la Milano-Meda (fino in fondo), al rondò di Cermenate (il secondo dalla fine della superstrada) svoltare a destra verso Cantù; oltrepassare Cantù Asnago, giunti a Cantù (rondò) svoltare a sinistra, oltrepassare il Bennet; altro rondò a cui si svolta a sinistra verso Cucciago; al semaforo di Cucciago (2 km) svoltare a destra (vedi sopra).

Arrivando da COMO o VARESE. Da Piazza Camerlata a Como (dove arriva la SS 342 “Varesina”, che si può imboccare direttamente dalla tangenziale di Varese) prendere la Via Canturina (direzione Cantù); oltrepassati due rondò, si giunge ad un semaforo (dritto obbligatorio) e subito ad un altro: svoltare a destra in via Acquanegra, imboccare poi la prima a sinistra: sempre dritto fino ad un rondò dove si tiene la direzione dritto/sinistra… 300 m e siete arrivati.

 

 

 

 


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