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PARCO LOCALE DI INTERESSE SOVRACOMUNALE “LE FOLAGHE”
Casei Gerola (PAVIA)

di Francesco Gatti


INTRODUZIONE


Il Parco Locale di Interesse Sovracomunale (PLIS) “Le Folaghe” viene istituito nel 1999 su proposta del Comune di Casei Gerola.Il Parco (circa 70 ettari) sorge nel bel mezzo di un territorio interessato da agricoltura intensiva e quindi di scarso interesse dal punto di vista naturalistico ed è composto da una serie di cave risultato dell’attività estrattiva dell’argilla, attività che ancora oggi interessa la zona ed in parte anche il Parco stesso. L’estrazione dell’argilla è un’attività che nell’Oltrepo pianeggiante ha origini antiche. Già agli inizi del secolo scorso comparivano le prime fornaci. Inizialmente lo sfruttamento del terreno era ridotto a causa dei limiti dovuti alle tecniche dell’epoca. L’avvento di nuove tecniche e l’iniziale mancanza di una programmazione delle escavazioni provocò notevoli ferite sul territorio. Nel complesso di cave del Parco “Le Folaghe” nacquero svariate attività, dalla caccia al tiro al piattello.

Qualcuno però aveva già capito che queste cave potevano rappresentare il riscatto ambientale, paesaggistico e faunistico di una vasta area. Il processo di riappropriazione da parte della natura, la presenza di acqua e la volontà di alcune meritorie persone del luogo fecero emergere le potenzialità della zona.Le cave (allagate da acqua di falda) furono quindi coltivate in epoche diverse, come diverse furono le modalità di escavazione ed il materiale prelevato (in alcune solo argilla in altre anche ghiaia). Queste differenze rappresentano oggi un aspetto di ricchezza per quanto riguarda gli ambienti presenti in quanto vi sono cave più profonde e meno profonde, in grado cioè di ospitare forme di vita (animale  vegetale) con necessità trofiche differenti.Altra caratteristica che rende l’area interessante sotto il punto di vista dell’avifauna è la collocazione geografica. Infatti la vicinanza del fiume Po soprattutto, ma anche dell’Appennino a Sud, fanno si che il Parco “Le Folaghe” rappresenti un’area di sosta ideale per gli Uccelli migratori, vera attrattiva dell’oasi.


Il Parco può vantare una check-list di tutto rispetto che annovera ben 260 specie (nel periodo 1973/2006).  Tale ricchezza di osservazioni, alcune di notevole rilevanza in ambito nazionale, pone “Le Folaghe” come meta interessante per il birdwatcher tanto da essere inserito tra i migliori 100 siti italiani in cui fare birdwatching nel libro di Luciano Ruggieri & Igor Festari “A birdwatcher’s guide to Italy”. Inoltre l’impegno di alcuni appassionati del luogo ha permesso di intraprendere un cammino verso lo sviluppo dell’area in termini di ricerca scientifica e di fruizione, passando attraverso l’inserimento del Parco nel sistema delle aree protette di Legambiente: Retenatura.

 

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Scorcio di una delle cave principali. (foto di Marinella Damo)

 

FAUNA

 

Avifauna soprattutto! In particolare quella migratrice, anche se vi sono alcuni nidificanti interessanti come Airone rosso (Ardea purpurea), Lodolaio (Falco subbuteo), Assiolo (Otus scops), Sterna comune (Sterna hirundo), Ortolano (Emberiza hortulana) tra quelli regolari, mentre tra i nidificanti irregolari citiamo Mignattino piombato (Chlidonias hybrida) e Porciglione (Rallus acquaticus).
Come già detto la check list del Parco “Le Folaghe”  vanta ben 260 specie di Uccelli, ne citiamo alcune tra le più interessanti: Piviere orientale (Pluvialis dominica) (8^ segnalazione per l’Italia!), Piviere tortolino (Charadrius morinellus), Strolaga minore (Gavia stellata), Strolaga mezzana (Gavia arctica), Pellicano (Pelecanus onocrotalus), Fenicottero (Phoenicopterus roseus), Spatola (Platalea leucorodia),  Moretta grigia (Aythya marila), Edredone (Somateria mollissima), Pesciaiola (Mergellus albellus), Poiana codabianca (Buteo rufinus), Aquila anatraia minore (Aquila pomarina), Re di quaglie (Crex crex), Gru (Grus grus), Pernice di mare (Glareola pratincola), Voltapietre (Arenaria interpres), Labbo (Stercorarius parasiticus), Gabbiano corallino (Larus melanocephalus), Sterna zampenere (Gelochelidon nilotica), Gufo di palude (Asio flammeus), Codirossone (Monticola saxatilis), Merlo dal collare (Turdus torquatus), Pettazzurro (Luscinia svecica), Forapaglie macchiettato (Locustella naevia), Salciaiola (Locustella luscinioides), Forapaglie castagnolo (Acrocephalus melanopogon), Pagliarolo (Acrocephalus schoenobaenus), Bigia grossa (Sylvia hortensis), Storno roseo (Sturnus roseus),Zigolo di Lapponia (Calcarius lapponicus), Zigolo delle nevi (Plectrophenax nivalis).

 

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Settembre 2006, con il Piviere tortolino la check-list del Parco arriva a 260 specie (foto di Ennio Bezzone).

 

INFORMAZIONI UTILI

 

Il Parco “Le Folaghe” è gestito dal Comune di Casei Gerola che si avvale della collaborazione dell’Associazione “Amici del Parco le Folaghe”.

L’associazione di volontariato Amici del Parco Le Folaghe nasce nel 2003 su iniziativa di un gruppo di amici accomunati dalla passione per la natura e l’ornitologia, natura che nel territorio di Casei Gerola e dintorni trova il maggior rilievo nel Parco “Le Folaghe”. L’associazione svolge diverse attività quali l’educazione ambientale, l’organizzazione di eventi e visite guidate al Parco, la ricerca scientifica, la manutenzione del verde, il recupero ambientale, l’organizzazione di corsi e convegni, la pubblicazione di materiale divulgativo, la gestione delle attività ricreativo/sportive, il sostegno al Comune di Casei Gerola per varie attività gestionali. Dalla sua nascita l’associazione collabora con il Circolo Legambiente di Voghera, partecipando alle Campagne da esso organizzate. L’obiettivo principale è quello di creare, attraverso la valorizzazione del Parco “Le Folaghe”, una identità sociale nella comunità locale, fondata sui valori del rispetto, della conoscenza e della passione per l’ambiente e la natura.

 

Comune di Casei Gerola, Piazza Meardi 3, 27050 Casei Gerola, tel.0383/61321

Amici del Parco le Folaghe, Piazza Italia 2 c/o biblioteca comunale, tel.338/4994045 (Francesco Gatti)

 

 DOVE MANGIARE:


Pizzeria La Sfinge Via Mazzini 65, Casei Gerola Tel. 0383.381065

Albergo ristorante Bellinzona, Via Mazzini 15, Casei Gerola, Tel. 0383.61525

Bar trattoria Elena, Via Po, frazione Gerola, Tel. 0383.60284

 

COME ARRIVARE AL PARCO "LE FOLAGHE"


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Da Milano (50 Km).Autostrada Milano – Serravalle direzione Genova, uscita di Casei Gerola, seguire l'indicazione Voghera bivio con Silvano Pietra.

Da Genova (60 Km). Autostrada Milano – Serravalle (A7) direzione Milano, uscita di Casei Gerola, seguire l’indicazione Voghera bivio con Silvano Pietra.

Dall’autostrada Piacenza-Torino (5 Km): uscita Voghera, seguire per Casei Gerola fino al bivio per Silvano Pietra.

 

 

 

 

 

 

Una volta imboccato il bivio per Silvano Pietra (SP 12), prendere la prima strada sterrata a destra.

Siete entrati nel Parco “Le Folaghe”


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Amici del Parco le Folaghe e Legambiente hanno realizzato un sentiero che permette ai visitatori di scoprire le bellezze del Parco.


Lungo il tracciato si incontrano 13 pannelli didattici, che permettono di conoscere le principali caratteristiche naturalistiche del Parco.

Partendo dal centro visite il percorso si addentra nel saliceto (1)un bosco umido formato in prevalenza da Salice bianco e Salicone. Qui è facile incontrare Picchio rosso maggiore e Sparviere, nelle annate in cui la radura (2) è allagata è possibile osservare diversi uccelli acquatici (es.: sgarza ciuffetto e porciglione). Rana dalmatina, Tritone crestato e Natrice dal collare rappresentano l’erpetofauna mentre, tra i mammiferi, la Nutria scava negli argini le sue gallerie. Uscendo dal saliceto si supera un fosso e si torna sulla strada sterrata. Si prosegue accompagnati da una siepe (3) di rovo e biancospino, tra i quali si muovono il Saettone e il Biacco, il Silvilago lo Scricciolo e il Pettirosso. In inverno le bacche di biancospino attraggono una notevole quantità di tordi dal Tordo sassello alla Cesena, dal Tordo bottaccio alla Tordela.Costeggiando alcuni coltivi, ci si addentra in un pioppeto (4), il cui fitto sottobosco conferisce a questo tipo di coltura, un aspetto di gradevole naturalità. Qui si rifugiano decine di Fagiani mentre nei nidi di Cornacchia grigia il Lodolaio alleva la propria prole. Dal pioppeto si sbuca in una recente cava, sul fondo della quale sono state messe a dimora numerose piantine con l’intento di creare un bosco misto a latifoglie (5) Una volta risaliti al livello della campagna, si ammirano i bacini idrici più ampi. Tra le specie stanziali vi sono Svasso maggiore, Germano reale e ovviamente la Folaga; tra quelle osservabili solo in periodo primaverile-estivo citiamo Tarabusino e Airone rosso, d’inverno Airone bianco maggiore e Canapiglia. Si prosegue la visita tenendo sulla destra le acque aperte (6), sulle cui sponde crescono cannuccia di palude, tifa e specie arboree, come pioppo bianco e salice bianco. Superato un punto panoramico da quale si scorgono alcune cascine(7) ad un certo punto si arriva ad una curva, sulla sinistra un pioppeto, in fronte la campagna coltivata e a destra un piccolo boschetto di salici dove da anni nidifica l’Airone rosso (8).Proseguendo lungo la strada sterrata si possono ammirare, alla propria destra, le cave dove la presenza di uccelli acquatici raggiunge le densità maggiori all’interno del parco.
Qui l’ambiente è vario e l’aspetto non ne tradisce l’origine artificiale, infatti numerose isolette e penisole conferiscono a questa zona caratteristiche di naturalità che di rado sono riscontrabili nelle cave d’argilla. Limicoli, Ardeidi, Anatidi e le specie tipiche delle zone umide non mancano, sia come nidificanti (Corriere piccolo, Sterna comune) che come visitatori estivi o invernali. Alcuni uccelli sono attirati in particolare dal canneto (9) che ricopre la superficie di isole e sponde: il Cannareccione fa qui il suo nido mentre il Falco di palude e il Tarabuso sono contattabili ma non nidificanti.
Prima di giungere nuovamente al punto di partenza c’è ancora il tempo di dare un’occhiata ad un lembo piuttosto piacevole di campagna dove sono ancora presenti, oltre a classici coltivi (10), alcuni vigneti e coltivazioni arboree (noci e noccioli), dove d’estate si può udire il canto dell’Ortolano e d’inverno si possono incontrare piccoli gruppi di Zigoli neri in svernamento.

 

Cartina del Parco con indicazione dei punti in cui sono presenti i cartelli informativi.


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